Elisa Mazza all'AlmaRosa Art Music and Bar Forte Dei Marmi (Lucca)
Mostra personale
Inaugurazione 12 dicembre 2006 ore 18,30.
AlmaRosa Art Music and Bar Forte Dei Marmi (Lucca) Viale Edgar Morin 89a
In mostra fino al 16 gennaio 2006
Esposti lavori su tavola, tecnica mista, acrilico, applicazioni di materiali vari.
Dopo la personale antologica Il mondo delle donne svolta ai Ronchi Elisa Mazza si presenta a Forte dei Marmi presso l'AlmaRosa Art Music and Bar il il 12 dicembre 2006
L’artista crea particolarissimi segni-oggetto, animati da una potente carica di senso dinamico che hanno il potere di dare la percezione di una circolazione illimitata di energia.
Una pittura fortemente materica, in una sintesi intensa e prorompente di pittura e scultura. Il tema del mare e' ricorrente nel lavoro di ricerca dell'artista che ha realizzato quadri di medie e grandi dimensioni, ispirate appunto all'elemento primordiale.
Creata appositamente per questa mostra la serie: Confini, dove cielo e mare si incontrano sovrapponendosi fino ad amalgamarsi. Emerge così sua la ricerca di trasmettere le emozioni che lei stessa prova di fronte alla natura, la musa ispiratrice, che non delude mai.
Elisa Mazza http://web.tiscali.it/elisamazza/
è nata a Milano. Vive a Carrara, dove è giunta nel 1970 guidata dal grande amore per l’Arte. Ha lavorato anche come curatrice di rubriche d’Arte. Sue opere sono state incluse in diverse mostre collettive.
E’ la Guida della Creatività e dei Ristoranti di Superava
Indirizzo web:http://guide.supereva.com/creativita/
Nell’immagine: : Il golfo
ARTISTA: Elisa Mazza
INAUGURAZIONE: 12 dicembre 2006 ore 18,30 con ingresso libero.
PERIODO MOSTRA: 12 dicembre 2006 – 16 gennaio 2006
LUOGO: AlmaRosa Art Music and Bar Forte Dei Marmi (Lucca) Viale Edgar Morin 89a
Sponsor
Arya snc http://www.aryasnc.it
Carrara: viale Zaccagna 13 - 54031 Avenza (MS) - Tel. 0585 50232 - Fax 0585 504913
Viareggio: Largo Risorgimento 9 int.4 - 55049 Viareggio (LU) - Tel./Fax 0584 969811
Vini dal Veneto Carrara(MS) http://www.vinidalveneto.ilcannocchiale.it/
In degustazione Spumanti Cantina di Custoza
AlmaRosa Art Music and Bar e' un originale art bar dai toni caldi e accoglienti. L’ambiente è elegante, ma volutamente non troppo sofisticato, dal Giovedì alla Domenica musica con dj..
La mostra rimarra' poi visitabile tutti i giorni dal Giovedì al Martedì, dalle ore 9 alle 23, sempre con ingresso libero.
Mercatini di Natale
Ci accompagnano in una scia di luci, di musica, di colori e di profumi verso la festa più bella dell’anno
La magia dei mercatini di Natale
È una lunga tradizione quella che si ripete ogni anno nel periodo dell'Avvento in varie località del Trentino: con il Natale ritorna la magica atmosfera dei mercatini, con un tripudio di luci, musica, colori, giochi e sapori.
Sarà poi facile, girellando tra le simpatiche casette di legno, scoprire i tesori che artigiani raffinati ci vengono a proporre.
I Mercatini sono anche il luogo dove è possibile incontrare e gustare i prodotti tipici della cucina e dell’enologia del Trentino, offerti e “illustrati” da cuochi e sommelier di classe. Il tutto con contorno di musiche, canti natalizi e improvvisazioni per i più piccini.
Scopri i pacchetti vacanza legati al Natale.
I primi Mercatini di Natale ad aprire le porte a turisti e curiosi saranno quelli di Arco, Trento e Levico.
A Trento, come da tradizione, le casette sono ospitate tra le mura merlate in piazza Fiera. Le bancarelle sono aperte dal 25 novembre fino alla Vigilia e offrono un’ampia varietà di oggetti per scegliere l’idea regalo più originale tra le sculture di legno, le ceramiche, le composizioni floreali, i prodotti dell’artigianato, gli addobbi per l’albero e per il presepe. "I Sapori del Mercatino", l’itinerario goloso fra i più tipici prodotti trentini, è il posto ideale per sorseggiare una tazza calda di vin brulè in compagnia.
I più piccini potranno divertirsi con il trenino di Babbo Natale, gli spettacoli itineranti e i giochi per le vie e le piazze del centro (dalla domenica al giovedì dalle 10 alle 19, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 20.30, il giorno della Vigilia dalle 10 alle 17).
Dal 25 novembre anche a Levico Terme rivive la tradizione natalizia (chiusura il 6 gennaio). Nella cornice del Parco degli Asburgo Babbo Natale aspetta seduto sul trono le letterine dei bambini, che potranno divertirsi anche con la fattoria degli animali, tra file di bancarelle colorate accompagnati dalla musica di gruppi folkloristici e musici itineranti. Il centro della cittadina termale sarà collegato al Parco da un simpatico trenino (dal 26 novembre fino a Natale dalle 10 alle 19, successivamente solo il pomeriggio dalle 14 alle 19; il 2, 9 e 16 dicembre si fa festa fino alle 22.00, ora in cui va in scena uno spettacolo pirotecnico).
L’atmosfera natalizia arriva fino a Riva del Garda, dove la Rocca si trasforma nella casetta di Babbo Natale (dall’8 dicembre, dalle 14 alle 18 fino al 24 dicembre) e le vie del centro si popolano di luci e colori. Interessante anche l'iniziativa Natale al cioccolato, sempre a Riva del Garda, dove si potranno gustare le più gustose varianti di questo cibo prelibato.
Le casette con gli oggetti d’artigianato locale si trovano anche a Castel Drena, dove Santa Lucia e Babbo Natale arriveranno in slitta e in carrozza per auguri e doni da favola (dal 25 novembre, dalle 10 alle 18).
Ad Arco, nella piazza attorno alla Chiesa della Collegiata, fino al 23 dicembre c’è il Mercatino Asburgico (dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 19 e il 7 dicembre), mentre nei locali si possono degustare menù natalizi e di tradizione viennese.
Nel Tennese, la celebrazione del Natale coinvolge tutti i borghi medievali del comune di Tenno con mostre, concerti e rappresentazioni teatrali. A Canale di Tenno il mercatino è dall’8 dicembre al 7 gennaio, mentre la sera della Vigilia si snoderà per le viuzze del centro un suggestivo presepe vivente.
In dicembre aprono anche i suggestivi Villaggi Natalizi ambientati alla Magnifica Corte Trapp a Caldonazzo (2 e 3, 7, 8, 9, 10, 16 e 17 dicembre, dalle 10 alle 19) e a Siror, piccolo e caratteristico centro ai piedi delle Pale di San Martino nella Valle del Primiero (3, 8, 9, 10 e 17 dicembre).
Le bancarelle si trovano pure a San Lorenzo in Banale e Rango, nelle Giudicarie, tra i “volt”, le tradizionali cantine dal soffitto a volta. Qui è disponibile un interessante pacchetto vacanza (dal 7 al 10 dicembre).
Anche Folgarida, per la prima volta quest’anno presenta il suo Mercatino che si tiene nei fine settimana fino alla Vigilia (2-3, 8-9-10, 16-17, 23-24 dicembre). Il centro e le piazzette si animano a festa con spettacoli e concerti, proponendo tante idee regalo e dolci golosi.
Altre info su: www.nataletrentino.it
Alla scoperta dei percorsi del gusto
Sette strade del Vino e dei sapori disegnano itinerari per conoscere i prodotti tipici, la natura e la storia del Trentino
Mele del TrentinoIl Trentino, una verde farfalla di terra nel cuore dell'Europa che cela fra le pieghe del suo territorio i tanti sapori della sua autenticità. Attraverso le “Strade del Vino e dei Sapori” si può conoscere il Trentino in modo diverso, seguendo percorsi geografici ed enogastronomici. Sono sette le Strade esistenti.
La “Strada del vino e dei sapori della Vallagarina”, è un tracciato di oltre 200 chilometri per scoprire vigneti e campi coltivati, in un itinerario tra storia, arte e agricoltura. Prodotto principe di questa area è il Marzemino, vino rosso autoctono. Ma anche il Marrone di Castione, gli ortaggi biologici della Val di Gresta e i formaggi prodotti nella malghe sull’Altipiano di Brentonico.
La "Strada del Vino e dei Sapori dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta" stretta tra il Lago di Garda e le dolomiti è sicuramente la più estesa. Si parte dal lago dove si produce l’olio extravergine d’oliva del Garda trentino Dop. E poi frutti ed ortaggi come la susina di Dro e il broccolo di Torbole e Santa Massenza. Immancabile il vino con la coltivazione del bianco autoctono Nosiola, da cui si ricava anche il pregiato Vino Santo Trentino. E ancora la carne salada e la ciuìga. Proseguendo verso le Dolomiti del Brenta è la volta della Spressa della Giudicarie Dop. Accanto alla produzione enogastronomica non mancano siti termali, spazi dove praticare sport e testimonianze storiche come chiese e castelli.
Nel Trentino nord-occidentale è invece protagonista la mela con “Strada della mela e dei sapori delle valli di Non e Sole”.Infinite distese di meleti conferiscono a questo territorio un fascino unico. La proposta enogastronomica si arricchisce di formaggi come il Trentingrana, il Casolèt, ma anche ortaggi e saporiti insaccati.
Vino trentinoLa "Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra" con i vigneti di Müller Thurgau, coltivato fino a settecento metri d’altitudine e che nella Valle di Cembra ha trovato il suo habitat naturale. Ma altri sono i fiori all’occhiello di questa Strada: il profumato Trentino D.O.C. Nosiola, il più antico vitigno bianco autoctono del Trentino, o il Trentino D.O.C. Chardonnay, ottima base per lo spumante Trento D.O.C. Metodo Classico. Accanto alla produzione enologica, per cui non si può dimenticare la grappa, che nei masi di Faver, Pressano e Segonzano è un’arte antica, rilevante è la presenza di salumi tipici: dalla lucanica secca alla carne salada.
La “Strada dei formaggi delle Dolomiti” è stata pensata per congiungere i luoghi della produzione casearia d’alta quota, attraversando una delle porzioni più belle del Trentino.
Conosciamo così la Valle di Fassa, culla del patrimonio storico e culturale ladino, con formaggi come lo Spretz Tsaorì, in ladino “pressato saporito”, meglio noto come Puzzone di Moena.
La storia della vicina Val di Fiemme è da sempre collegata al Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino che ne tutela e valorizza le caratteristiche naturali e ambientali della zona. Qui nascono noti formaggi come il Dolomiti, ma anche rinomati come il Caprino di Cavalese, le ricotte fresche e affumicate.
Attraversiamo il Passo Rolle e siamo nel Primiero: nei Nostrani, nelle ricotte, nella Tosèla e perfino nel burro, tutto il sapore delle malghe di montagna, che ancora producono i formaggi come un tempo.
La "Strada del vino e dei sapori di Trento", città del Concilio, con le sue colline rigate di vitigni che si rincorrono lungo il fiume Adige insieme a meleti, boschi e coltivazioni particolari come gli asparagi di Romagnano e i piccoli frutti di Sardagna, offre un paesaggio dolce dove si può apprezzare lo spumante Trento D.O.C. metodo classico, bollicine di assoluta qualità che hanno consentito al Trentino di essere la zona d’elite della spumantistica nazionale.
La Piana Rotaliana si stende nei dintorni di Trento verso nord e forma un’ansa di origine alluvionale fra le più fertili del territorio in cui si snoda la "Strada del Vino e dei Sapori". Il fiume Adige la costeggia per il lungo e, come annotava Goethe nel suo celebre “Viaggio in Italia”, prende ad avere “un corso tranquillo”, circondato da pendii con “colline pergolati d’uva, granone, gelsi, mele, pere, cotogne, noci”: un vero giardino in mezzo alle montagne!
Paesi come Mezzocorona e Mezzolombardo portano ancora nel nome la loro caratteristica di terre divise fra i conti del Tirolo e i principi vescovi trentini, ma oggi sono tutti accomunati dal prodotto simbolo della zona, il Teroldego rotaliano D.O.C., vino rosso e vigoroso, che fra le sue note profumate e sapide conserva la memoria storica di questa zona. Un altro prodotto rappresentativo di questa terra è l’Asparago di Zambana.
Sempre a San Michele all’Adige ha sede il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, che raccoglie attraverso un’accurata raccolta etnografica, l’antica e più recente memoria del popolo trentino.
La Guida Gallo si presenta
“Sfilano” 53 chef italiani e 47 internazionali per i “100 risotti dei migliori ristoranti del mondo”
La prefazione è di Ferruccio Ferragamo
Più che la presentazione di una guida è stata un'esperienza multisensoriale. La presenza dei cuochi Annie Feolde e Gualtiero Marchesi e la degustazione di stupendi assaggi di piatti di risotto preparati da Carlo Cracco. nel suo elegante ristorante Cracco Peck, ha trasformato la presentazione della Guida Gallo 2007 (realizzata dalla Riso Gallo che quest'anno compie i suoi primi 150 anni) in un evento nell'evento.
Un viaggio tra la buona tavola e la storia del risotto che vede proprio l'azienda Riso Gallo tra i più grandi protagonisti italiani di Riso di marca.
Alla presentazione della settima edizione dei “100 risotti dei migliori ristoranti del mondo” era presente Mario Preve, presidente di Riso Gallo, che ha sottolineato gli aspetti più importanti del successo di questa guida, che nata con poche pagine oggi arriva a tracciare “la mappa” delle migliori ricette di risotti nel mondo: “Attraverso la Guida Gallo, grazie al prezioso coinvolgimento di grandissimi chef di fama internazionale, siamo riusciti negli anni a dare slancio e visibilità al risotto, che da piatto tipico della tradizione italiana, oggi è diventato ambasciatore dell'alta gastronomia nei ristoranti di tutto il mondo, rispondendo a un'immagine di cucina colta, raffinata e fantasiosa”. - afferma con orgoglio Mario Preve,. “D'altra parte è evidente che il risotto sta vivendo un importante restyling gastronomico, grazie alla fantasia degli chef che hanno rinnovato le ricette, ma anche il modo di presentarle in tavola. Oggi il risotto si è anche verticalizzato, viene proposto non solo in piatti, ma in bicchieri, tazze di vetro... e nelle pagine della nuova guida emerge proprio questo nuovo estro creativo”.
Un risotto che piace particolarmente a Ferruccio Ferragamo, importante nome dell'Alta moda e presidente di Polimoda, l'Istituto internazionale di fashion e design che per questa edizione della Guida ha preparato una speciale prefazione scrivendo: “...Il risotto è uno dei miei piatti preferiti e non solo per la sua estrema versatilità, dato che si presta a innumerevoli combinazioni culinarie, ma anche perché è un piatto tipicamente italiano... Personalmente amo in modo particolare il risotto bagnato nel vino rosso, forse perché dedico molto del mio tempo libero all'azienda agricola del Borro, in Toscana, dove fra le altre cose produciamo varie qualità di vino rosso. E apprezzo in modo speciale gli chef che riescono a dedicare la loro passione alla creatività di sapori originali, ma con ingredienti semplici.”
Protagonista della maggior parte delle ricette della Guida Gallo il Carnaroli del Pavese Gran Riserva, un riso di “qualità extra”, invecchiato alla pari di un ottimo rosso d'annata e realizzato a tiratura limitata.
L'eccellenza in fatto di riso, il miglior riso al mondo per la realizzazione del risotto, lanciato da Riso Gallo per il canale dell'alta ristorazione, venduto in esclusiva da Peck a Milano, da Fauchon a Parigi e da Harrod's a Londra.
L'annata 2005 del Carnaroli del Pavese Gran Riserva, oltre che nel sacchetto in cotone da 2 kg, sarà disponibile in una nuova elegante confezione in latta verde litografata e numerata.
Tante le novità della Guida Gallo 7ª edizione, firmata per la prima volta da Gribaudo - Divisione Il Gusto, editore che da sempre guarda con attenzione all'enogastronomia di alta qualità: nuova la cartografia e l'impaginazione con le informazioni sul ristorante e il profilo dello chef, ma anche una cura particolare ai grandi vini di qualità della produzione italiana e internazionale, che accompagnano le ricette dei 100 risotti.
Alla tradizionale edizione bilingue italiano-inglese, si aggiunge quest'anno una versione bilingue francese-tedesco, che contribuirà a rendere ancora più internazionale la Guida.
Di ogni ristorante si possono scoprire curiosità e caratteristiche salienti, suggerimenti su come raggiungere il locale e di ogni chef viene raccontato il profilo. Il tutto alternato da suggestive immagini con particolari di interni ed esterni dei ristoranti e dei rispettivi chef e patron. Le ricette dei 100 risotti, descritte con fedeltà, completano il volume, per chi vuole provare l'emozione di emulare i grandi maestri nell'arte del risotto.
In copertina Il risotto come un “cacciucco”, ricetta vincitrice del concorso Premio Gallo Risotto dell'Anno, una creazione di Alessandro della Tommasina, 25 anni, di Massa, chef capo partita all'Enoteca Pinchiorri di Firenze, che ha vinto proponendo uno dei piatti tradizionali della cucina toscana, in versione risotto.
Era presente all'appuntamento milanese anche Lamberto Vallarino Gancia, presidente della Gancia SpA che ha ricordato “la profonda amicizia che da generazioni lega le famiglie Preve e Gancia, che condividono lo stesso obiettivo di innovazione e ricerca costante della qualità”.
La GUIDA GALLO 7ª Edizione “100 risotti dei migliori ristoranti del mondo”
Pagine: 336
Editore: Gribaudo - Collana Il Gusto
Prezzo: €. 15,00
Formato: 14x21
Lingua: italiano/inglese, francese/tedesco
Progetto editoriale: Giovanni Marchese, Riccardo Preve, Marco Devasini
Testi: Ferruccio Ferragamo, Debora Bionda
Coordinamento: Carlo Vischi
“Un secolo di menu italiani”
La mostra dell'Accademia Italiana della Cucina viaggerà negli Istituti di cultura Italiana all'Estero per testimoniare il valore della tradizione gastronomico-culturale dell'Italia
Per scoprire dove e che cosa hanno mangiato Re e regine, uomini di Stato e italiani illustri: dalla regina Margherita all'imperatrice Sissi, da Vittorio Emanuele III a Ciampi, da D'Annunzio a Marconi
Silenzioso protagonista dell'evoluzione culturale della civiltà gastronomica. Testimone eloquente di grandi avvenimenti, di illustri personaggi e delle numerose occasioni conviviali che caratterizzano la vita politico - sociale di una nazione. E' il menu: documento indispensabile per comporre quel vastissimo mosaico di usi e costumi, propri della tradizione dei popoli a tavola.
Ed è proprio partendo dall'oggettivo legame tra cibo, festa, cultura e linguaggio che l'Accademia Italiana della Cucina, istituzione culturale della Repubblica Italiana, ha ideato “Un secolo di menu”: mostra finalizzata a valorizzare il ruolo del menu nella civiltà della tavola.
Per realizzare questo lavoro l'AIC ha scelto come filo conduttore oltre 250 menu storici ed artistici che raccontano visivamente i grandi banchetti della storia. Dopo l'anteprima di Bruxelles dei primi di ottobre, la mostra viaggerà negli istituti di cultura italiana all'estero esportando i preziosi valori della tradizione culinaria del nostro popolo. Il 13 novembre l'opera è stata presentata a Nuova Delhi e il 28 arriverà a Calcutta: nel cuore dell'oriente saranno rivelati attraverso i menu quei valori storico-culturali- gastronomici alla base della civiltà della tavola.
«Con quest'opera - spiega Giuseppe dell'Osso, presidente dell'Accademia Italiana della Cucina - abbiamo non solo voluto rendere una testimonianza del passato ma farne un punto di riferimento per il futuro. Per tramandare e perpetuare, anche innovando e interpretando ciò che la cultura storica e la vicenda gastronomica ci hanno lasciato. Curando in particolare ogni aspetto volto alla salvaguardia di quel grande patrimonio che è la civiltà della tavola, di cui la composizione di un menu è forse una delle testimonianze più importanti e durature».
Numerose le sezioni in cui è divisa la mostra. Si va dai menu dei Savoia a quelli dei Presidenti della Repubblica, da quelli scelti dai Papi nei viaggi ai menu dei personaggi illustri che hanno lasciato una traccia importante nel ventesimo secolo. Senza trascurare i menu dei grandi alberghi, dei Translantici italiani e dell'Alitalia. E con una parte dedicata appositamente ai menu dei “Magnifici del Presidente”: i migliori ristoranti segnalati ogni anno dall'Accademia Italiana della Cucina.
MENU: CONDIVISIONE, ARTE, GASTRONOMIA
La mostra descrive il menu come strumento fondamentale per comprendere i gusti di un'epoca. “Oggetto prezioso”, dall'elevato contenuto artistico e rilevante per il valore delle pietanze, il menu rappresenta la più valida testimonianza del convivio come specchio della società. La condivisione del pasto appartiene all'identità culturale di ogni popolo ed esprime le trasformazioni delle modalità storiche della cultura gastronomica. Documento significativo dal punto di vista gastronomico, il menu possiede anche un intrinseco valore artistico, espresso dagli stili e dalle arti decorative predominanti nelle varie epoche. Non a caso illustri artisti hanno celebrato la natura estetica di questo oggetto: da Guttuso a Moranti, da Nespolo a De Chirico, da Carrà a Manzu, in molti si sono impegnati ad illustrare graficamente il menu assegnandogli lo status di vera e propria opera d'arte. E il percorso della mostra lo evidenzia: da quelli in stile barocco di fine 800, ai menu dei Re d'Italia di inizio 900, graficamente pregevoli ma più sobri, senza trascurare quelli degli anni 20 in stile liberty.
LA NASCITA DEL MENU: DAL “SISTEMA FRANCESE” AL “SISTEMA ALLA RUSSA”
La nascita del menu come “oggetto” si fa risalire al giugno del 1810, e segna lo storico passaggio tra servizio “alla francese” e “servizio alla russa”.
Nel sistema definito “alla francese” - usato ancora oggi nei pranzi a buffet - tutte le portate, sia pure divise in tre servizi, sono presentate contemporaneamente agli invitati e la scenografia è ad effetto. Il menu risulta però superfluo, perchè le vivande sono visibili a tutti.
Nel sistema definito “alla russa” - adottato per la prima volta dal principe Borisovic Kurakin ambasciatore dello Zar Alessandro I presso Napoleone Bonaparte, in un pranzo offerto nel suo palazzo di Cliché a Parigi - le portate sono presentate e servite una per volta, in una sequenza stabilita dall'anfitrione.
Il menu diventa necessario per informare i commensali sulla consistenza del pranzo. Questo tipo di menu ha avuto successo perché aggiungeva prestigio all'occasione conviviale. Prevedendo inoltre che fosse l'invitato stesso a servirsi autonomamente dal piatto di portata presentato dal cameriere. Questo elemento finale del servizio “alla russa” è stato occasione di discussione ed ha prodotto due varianti: il servizio “all'inglese” dove il cameriere serve l'ospite e il servizio “all'italiana” dove le porzioni preparate in cucina sono servite su un piatto talvolta ricoperto dalla “cloche”.
http://www.informacibo.it
Oleovagando
Passeggiare intorno a Firenze alla scoperta di frantoi gustando l'olio nuovo
Parte la II edizione di Oleovagando che apre al pubblico le porte dei frantoi e delle aziende agricole del territorio.
Parte la seconda edizione di "Oleovagando", la manifestazione della Provincia e dell'APT di Firenze per la promozione e la valorizzazione dell'olio extra vergine d'oliva.
Anche quest'anno per tre giorni, l'8 il 9 e il 10 dicembre, i frantoi e aziende del territorio accoglieranno il pubblico per far conoscere come e dove si produce l'olio extra vergine di oliva della Provincia fiorentina.
Un'occasione per scoprire le meraviglie del territorio rurale della provincia fiorentina che, unite al patrimonio artistico della città di Firenze, costituiscono un polo turistico d'eccezione.
Oleovagando, l'8-9-10 dicembre offre un'occasione unica per entrare nelle più belle tenute del territorio fiorentino, infatti le Aziende Agricole e i frantoi storici della Provincia di Firenze accolgono il pubblico per far conoscere e apprezzare la loro produzione di l'olio extra vergine d'oliva. Tutte le aziende che aderiscono al progetto sono gioielli da scoprire che offrono prodotti di qualità nati da una tradizione secolare.
Nei frantoi i visitatori saranno accolti dai produttori che insegneranno a tutti come degustare il loro prodotto e valorizzarlo al meglio.
L'elenco, gli indirizzi delle aziende aperte per “Oleovagando” e tutte le informazioni utili saranno disponibili sul sito www.oleovagando.it e www.firenzeturismo.it, oltre che sul depliant distribuito in tutti i Comuni della Provincia, nei punti di informazione dell'APT e in moltissimi alberghi del territorio.
Info 055 2760061-62
La Nazionale del Parmigiano-Reggiano è
“Grolla d'oro”: miglior formaggio italiano
A Saint Vincent, al concorso “Formaggi d'Autore”, il trionfo della squadra dei caseifici di montagna di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia
“Ne siamo orgogliosi. La `Grolla d'oro' al Parmigiano-Reggiano, come miglior formaggio italiano, è un premio alla cultura di un prodotto genuino, fatto senza additivi ne' conservanti, frutto di un territorio e della sua gente". Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Formaggio Parmigiano-Reggiano, esprime così la sua soddisfazione per il trionfo clamoroso della Nazionale italiana del Parmigiano Reggiano, che, al VI Concorso Formaggi d'Autore, ha decretato il successo del tipico prodotto: il Parmigiano-Reggiano è il più buono d'Italia.
Gabriele Arlotti è il trainer del gruppo che, in questa missione, ha accomunato dodici caseifici di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia: “Abbiamo ottenuto il primo premio assoluto, la 'Grolla d'oro' - ha dichiarato Arlotti - ed anche due primi premi nella categoria finale, sei nomination tra oltre duecento formaggi italiani: il nostro è il lieto fine di un film dove protagonisti sono schiere di laboriosi agricoltori”.
Ed ecco la squadra scesa in... concorso con le latterie di Bologna, rappresentate dal caseificio sociale Fior di Latte (presidente Claudio Boffoli), di Modena con la Cooperativa casearia Val del Dolo (presidente Aldemiro Bertolini), di Parma con l'Azienda agricola La Villa (Carlo Carburi) e di Reggio Emilia con l'Antica Fattoria Caseificio Scalabrini (Diana Gualerzi), il Caseificio Sociale del Parco (Martino Dolci), il Caseificio sociale di Cavola (Domenico Gariselli), la Latteria Sociale Moderna (Angelo Bertini), la Latteria sociale San Giorgio (Marcello Chiesi), la Latteria sociale San Pietro di Valestra (Gianni Pavarelli), la Latteria sociale Selvapiana (Sergio Carapezzi), la Latteria sociale Tabiano (Andrea Romagnani), la Latteria Centro di Villa Sesso (Bruno Castagnetti).
“Nella fase finale abbiamo raccolto due medaglie d'oro (su undici) con un campione della latteria sociale Moderna (Bibbiano) di 33 mesi - spiega Loretta Domenichini responsabile della sezione di Reggio Emilia del Consorzio del Parmigiano Reggiano - e con un campione di 27 mesi della latteria di Cavola (Toano). Ma soprattutto, abbiamo vinto il primo premio assoluto e 'Grolla d'oro' del sesto concorso Formaggi d'Autore con il campione di 33 mesi della Nazionale del Parmigiano-Reggiano, della Latteria Moderna del presidente Angelo Bertini, con la motivazione `per la grande intensità gustativa'”.
Un successo, quello della Nazionale, completato anche dalle nomination che hanno avuto il Caseificio Sociale Fior di Latte (secondo sia nella categoria oltre trenta mesi che sotto i trenta mesi d'età) e dell'Azienda Agricola La Villa (terza nella categoria oltre i trenta mesi).
A Saint Vincent brilla una nuova stella: Sara Bordet, sindaco della cittadina valdostana, ha già scoperto il nome della Nazionale e della latteria scolpito lungo il panoramico sentiero degli inglesi.
Bruno Gambacorta (Rai): “un successo indiscutibile”
Saint Vincent (AO), 25 novembre 2006. Bruno Gambacorta, giornalista Rai, a Saint Vincent ha presieduto la giuria nella finalissima del concorso, con solo 10 campioni in lizza (di cui due della Nazionale del Parmigiano-Reggiano): “Con 90,1 punti e 5 di distacco sul secondo (Robiola di Rocca Verano) e sul terzo (Pecorino di Forenza), il primo premio Grolla d'oro al Parmigiano Reggiano è un risultato indiscutibile”.
Nella giuria anche esperti internazionali, tra cui lo svizzero Anton Schmutz: “Questa vittoria schiacciante spiega bene perché il Parmigiano-Reggiano è il formaggio più importato in Svizzera”.
La missione della Nazionale del Parmigiano-Reggiano è stata organizzata in collaborazione con le Sezioni provinciali del Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano, Confcooperative, Legacoop, Conva.
Ecco il dettaglio dei premi ottenuti dalla Nazionale.
Grolla d'oro: miglior formaggio d'Italia al campione di 33 mesi della Nazionale del Parmigiano-Reggiano - Latteria Moderna (Bibbiano).
Medaglia d'oro nella categoria oltre i 30 mesi al campione di 33 mesi della Nazionale del Parmigiano-Reggiano - Latteria Moderna (Bibbiano).
Nomination per la Nazionale del Parmigiano-Reggiano - Caseificio Fior di Latte (Gaggio Montano), Nazionale del Parmigiano-Reggiano - Azienda Agricola La Villa (Neviano degli Arduini)
Medaglia d'oro nella categoria sotto i 30 mesi al campione di 27 mesi della Nazionale del Parmigiano-Reggiano - Caseificio di Cavola.





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