Febbraio 2007

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Zingaretti testimonial

di elisamazza (09/02/2007)

Della cultura oleicola con l’Ampolla d’Oro 2007
Cerimonia sabato 10 febbraio alle 17.30 nella Sala delle Lupe del Palazzo Comunale di Siena. Premio anche al pasticcere amalfitano Salvatore De Riso e all’associazione Slow Food
All’interno de ‘Le Stagioni dell’Olio ‘ XI Settimana Nazionale dell’Olio
il riconoscimento di Enoteca Italiana e Associazione Nazionale Città  dell’Olio
 
Sarà il celebre attore Luca Zingaretti a ricevere il prestigioso riconoscimento ‘Ampolla d’Oro 2007’ che, all’interno del ricco programma de ‘Le Stagioni dell’Olio ‘ XI Settimana Nazionale dell’Olio, sarà consegnato sabato 10 febbraio alle 17.30 sul suggestivo sfondo della Sala delle Lupe del palazzo Comunale a Siena. Il premio, assegnato d’intesa da Enoteca Italiana e Associazione Nazionale Città dell’Olio, ogni anno è destinato a chi si è distinto nella promozione e nella valorizzazione dell’extravergine italiano come fondamento e icona del made in Italy nel mondo.
L’Ampolla d’Oro va quindi al Commissario Montalbano perchè è capace, con il suo talento di artista, di proporre la cultura e l’ambiente di un’Italia che rievoca l’olio quale testimonial di una tradizione millenaria.
Cinema e non solo, per il premio di Enoteca Italiana e Associazione Nazionale Città dell’Olio. L’Ampolla d’Oro 2007 sarà infatti consegnata anche al maestro pasticcere Salvatore De Riso per aver costruito con fantasia e passione la pasticceria ineguagliabile che unifica come l’olio le usanze, i gusti, le varietà del dolce italiano e, infine, all’associazione Slow Food per aver imposto nel mondo le bontà, i profumi, le suggestioni, il gusto della cucina mediterranea che basa i suoi fondamentali nella leggerezza, nei sapori, nella salubrità dell’olio extravergine di oliva.
 
Info: www.enoteca-italiana.it

 

Categoria: eventi
Tag: Enogastronomia,eventi
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Dalla Valle d’Aosta alla Basilicata …l'Italia si tinge di verde

di elisamazza (09/02/2007)

VALLE D’AOSTA - Bagno turco, sauna, minipiscina con Jacuzzi, solarium... va bene il benessere, ma il Romantik Hotel Villa Novecento a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, non è solo il paradiso del lusso e del wellness d'alta montagna. Agli amanti della vacanza verde, la famiglia Cavaliere, proprietaria di questa villa nobiliare dei primi del Novecento, invitano alla scoperta del Giardino Botanico Alpino Saussurea, il più alto d’Europa. Uno scrigno di fiori e piante montane nell’Oasi naturalistica del Mont Fréty a quota 2175. Raggiungere il “paradiso” è facile: un viaggio panoramico in funivia, ed ecco l'oasi dove crescono 800 specie vegetali diverse. Dalla flora spontanea locale, con ricostruzioni di altri ambienti d’alta quota come la morena e la torbiera, alla passeggiata fino al ristorante Pavillon, questa è davvero la montagna più bella.
Per informazioni: Romantik Hotel Villa Novecento
Viale Monte Bianco 64, 11013 Courmayeur (Ao),
Tel. 0165.843000
E-mail: info@villanovecento.it
Sito web: www.villanovecento.it,


ALTO ADIGE - Nel 1496 era una locanda. Oggi è un raffinato Romantik Hotel, a un passo dalle mitiche Dolomiti. Il suo nome è Oberwirt, la località Marengo (BZ). Ma rispetto ai tradizionali hotel altoatesini, l’Oberwirt ha una carta in più da giocare: un parco interamente dedicato alle rose. Anzi, due. Perché Sepp Waldner, discendente della famiglia che possiede l’albergo dal 1749, al fiore dell'amore ha dedicato ben due giardini, uno destinato agli ospiti e uno privato, a circa 100 metri dall’hotel. Uno spazio chiuso? No, un profumato angolo di relax aperto a chiunque voglia godersi le fioriture di stagione, da metà aprile fino a novembre. Conterete 1700 fiori di 60 varietà diverse, in un caleidoscopio di colori: tutte le sfumature del rosso, del bianco, del giallo e dell’arancione... per ondeggiare sull’arcobaleno!
Per informazioni: Romantik Hotel Oberwirt
Marlengo-Merano (BZ),
Tel. 0473.222020, oppure 0473.447111
E-mail: oberwirt@dnet.it; info@oberwirt.com
Sito web: www.oberwirt.com


ALTO ADIGE - L’eleganza di Merano si declina in un mondo incantato all’interno del Hotel Pienzenau, che sorge a Maia Alta, collina che domina la cittadina. Qui tutto è immerso nell’inebriante profumo delle rose, che punteggiando il giardino e accompagnano con il loro delicato aroma una vacanza a tutta dolcezza. Le giornate trascorrono tra relax e bagni di sole nel roseto, tuffi nella piscina con acqua di torrente riscaldata e un pieno di benessere nel centro wellness che offre bagno turco, sauna alle erbe e finlandese, doccia nebbiogena e aromatica e la zona relax. Le rose, passione della famiglia Hofer, sono l’emblema dell’Hotel Pienzenau, che intorno a questo fiore carico di simbologie ha creato il proprio stile: ecco le marmellate alla rosa (un delizioso mix di petali di rosa, fragole e lamponi), i biscottini e il tè alla rosa, le ricette speciali studiate per stupire e deliziare il palato, le decorazioni di lenzuola e tessuti delle camere da letto (battezzate con nomi di rosa, ognuna diversa dall’altra e tutte arredate in stile Landhaus), i trattamenti cosmetici dall’inconfondibile e leggiadro profumo. Cuore pulsante dell’ambiente non può che essere la magnifica terrazza, affacciata su Merano e sugli splendidi giardini Trauttmansdorff, tanto amati dalla principessa Sissi. Per i più sportivi, Merano e i suoi dintorni offrono una scelta praticamente illimitata tra parchi e passeggiate, percorsi lungo le rogge (i cosiddetti Waalweg), sentieri di mezza montagna, strade ferrate in parete. Mentre le cime sono ancora ammantate di neve, il fondovalle è già allietato dai mille colori della primavera: in un sol colpo d’occhio, Merano fa ammirare lo splendore della natura, dai 300 ai 1500 metri di quota. Le numerose passeggiate di Merano e di Tirolo offrono i più svariati percorsi per chi desidera un momento di distensione nella natura: piante esotiche, vegetazione mediterranea e scorci panoramici indimenticabili. Non è certo un caso che l’Hotel Pienzenau riapra proprio in concomitanza con il ritorno della primavera, quando i primi teneri boccioli cominciano a spuntare nel magnifico roseto: il primo di aprile.
Per informazioni e prenotazioni:
Via Pienzenau, 1 39012 Merano (BZ)
Tel. 0473.234 030
E-mail: info@hotelpienzenau.com
Sito web: www.hotelpienzenau.com   

 

FRIULI VENEZIA GIULIA - Una ricca colazione in un prato circondato da statue, una gita al parco di Villa Varda a Brugnera, ad appena otto chilometri, le piante secolari del giardino del Castello di Miramare a Trieste, affacciato sul mare. E' il weekend proposto da Villa Giustinian a Portobuffolé: un hotel davvero romantico fra il verde della Marca Trevigiana, che per i suoi ospiti ha studiato “pacchetti in verde” negli angoli più suggestivi. Sono compresi anche il parco di Villa Manin (a Codroipo), il bosco del Cansiglio e le grotte di Fregona, sempre nei dintorni. Ma potete anche decidere di rimanere nel giardino incantato di Villa Giustinian, e godervi semplicemente la primavera.
Per informazioni: Romantik Hotel Villa Giustinian
via Giustiniani 11, 31019 Portobuffolé (TV)
Tel. 0422.850244
E-mail: villagiustinian@libero.it 
Sito web: www.villagiustinian.it


UMBRIA - L’Italia ha un cuore verde. Una piccola regione di laghi, colline e castelli dove la primavera è magica. “Magici giardini dell’Umbria” è la proposta  vi porterà in due giardini magici: quello medievale dell’Abbazia di San Pietro a Perugia, un luogo di sapienza e di meditazione da poco restaurato. E quello nell’Abbazia francescana a Scarzuola, un eden folle e sapiente. Dopo le visite, una cena degustazione in hotel dal titolo eloquente, “I giardini della bontà: orti e cortili della buona tavola”. Inoltre c’è un gioiello nascosto nel parco del Romantik Hotel Villa di Monte Solare, un intrico di siepi e verde fatto a compartimenti, che divide una parte del parco in tre giardini collegati e diversissimi tra loro. Realizzato nel 1730 da don Lorenzo Cagnoni, all’epoca proprietario della villa, l’insieme compresa la parte classificata comunemente il “giardino segreto” voleva essere un omaggio a Dante e alla sua Divina Commedia. Il percorso per attraversarlo è obbligato, denso di simbolismi: si inizia con due tunnel di verde secolare che delimitano la prima sezione, il giardino di caccia, dove si può ammirare ancora un antico roccolo per l’uccellagione, fatto di un cerchio in pietra con due ordini concentrici di siepi e la postazione in muratura per i serventi e gli uccelli da richiamo.  Proseguendo si arriva al giardino segreto vero e proprio, dove sono state ricavate diverse “stanze” le cui pareti perimetrali sono costituite da lussureggianti siepi di viburno. Un percorso irregolare e sinuoso, ad andamento non labirintico perché non vi è un punto d’arrivo, solo una collinetta che rappresenta però un finto obiettivo utile alla meditazione. Dopo l’intricata sequenza di file di arbusti si apre davanti agli occhi il giardino formale all’italiana, realizzato con siepi di bosso e piante di aranci e limoni, delimitato da forme squadrate e regolari, che in origine portava davanti alla entrata principale della villa. Il giardino di caccia rappresenta l’Inferno, quella “selva oscura” piena di animali latranti, il giardino segreto una sorta di Purgatorio, un percorso di espiazione da cui è necessario trovare una strada per uscire, e il giardino formale raffigura invece il Paradiso, dove l’ordine dato dalla ragione e dall’intelletto domina l’istintualità naturale.
Per informazioni: Romantik Hotel Villa di Monte Solare
via Montali 7, 06070 Colle San Paolo - Panicale (PG)
Tel 075.832376 oppure 075.8355818
E-mail: info@villamontesolare.it
Sito web: www.villamontesolare.com


BASILICATA - Siete mai stati a Maratea? Andateci da aprile a giugno, quando l'elegante albergo liberty Villa Cheta, della catena Romantik Hotels & Restaurants, organizza passeggiate guidate in compagnia di un geologo. Camminerete fra i sentieri della costa lucana che profumano di mirto e ginepro, imparerete a riconoscere i cespugli di euforbia, e poi curiosità come la primula di Palinuro e le coltivazioni di carrubo con cui si preparano deliziosi dolcetti. Passeggiate con panorami mozzafiato, e poi relax totale nell'elegante edificio che nel 1982 la famiglia Aquadro ha trasformato in hotel di charme. Facciata rosa e crema con fregi floreali, straordinarie vetrate originali, mobili d'epoca nelle camere... Tutto fra i colori e i profumi della rigogliosa macchia mediterranea, che in questo periodo è davvero un incanto.
Per informazioni: Romantik Villa Cheta Elite
Acquafredda di Maratea (Pz)
Tel 0973.878134
E-mail: info@villacheta.it
Sito Internet: www.villacheta.it

 

 

 

Categoria: itinerari
Tag: Enogastronomia,itinerari
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Rosso in Anteprima

di elisamazza (09/02/2007)

Il Nobile si presenta, a Montepulciano assaggi gratuiti per appassionati e curiosi
Il Nobile di Montepulciano, annata 2006, si presenta a curiosi e appassionati.
Dal 23 al 25 febbraio appuntamento in Fortezza, a partire dalle 10, per degustare gratuitamente l'ultima annata del celebre rosso poliziano
 sotto la guida di un esperto del settore. Una settimana dopo l'anteprima riservata ad operatori e addetti ai lavori,
il Consorzio del Vino Nobile apre le porte al grande pubblico per far conoscere il suo ultimo gioiello del gusto.
Come di consueto l'Anteprima sarà l'occasione per presentare non solo i prototipi dell'ultima vendemmia ma anche l'intera produzione vinicola del territorio e,
 più in generale, una ricchissima realtà sociale, ambientale, culturale.
 Un'edizione, quella 2007, che si arricchisce di un ulteriore motivo di vanto: quest'anno ricorre infatti il il decennale dalla storica annata 1997,
vendemmia ricordata da tutti tra le migliori del secolo scorso.

Per maggiori informazioni, www.vinonobiledimontepulciano.it, tel. 0578 757812

 

Categoria: vini
Tag: Enogastronomia,vini
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Verso le degustazioni di aprile

di elisamazza (09/02/2007)

Laboratori Sensoriali, tante nuove occasioni per godersi, con gli occhi e col palato, l'arte e i sapori delle Terre di Siena

Continuano le “Degustazioni ad arte” di Apt Siena e Apt Chianciano Terme Val di Chiana. Dopo il successo degli appuntamenti di gennaio, i Laboratori Sensoriali riprenderanno ad aprile per proseguire fino a luglio: in programma tante golose occasioni per “degustare ammirando e contemplare assaggiando” i capolavori dell’arte e del gusto delle Terre di Siena.
Questi gli appuntamenti del mese di aprile.
Si comincia il 7 a Castiglione d’Orcia, Rocca di Tentennano, con il laboratorio "Dolce serenità nel Monte Amiata”, che propone i seguenti abbinamenti:
Castagna del Monte Amiata e Vino Orcia doc
Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, Madonna incoronata dagli Angeli,
Castiglione d’Orcia, Rocca di Tentennano

Brunello di Montalcino
Fra’ Bartolomeo della Porta, Riposo durante la fuga in Egitto,
Pienza, Museo Diocesano

Vin Santo di Chianti Classico
Ambrogio Lorenzetti, Piccola Maestà, Siena, Pinacoteca Nazionale

Il laboratorio proporrà l’assaggio della Castagna del Monte Amiata

Il 9 aprile a Monteriggioni, nel complesso monumentale di Abbadia Isola, si terrà invece il Laboratorio "Profusioni d'Oro in Val d'Elsa”, che propone i seguenti abbinamenti:
Vernaccia di San Gimignano e Vernaccia di San Gimignano Riserva
Sano di Pietro, Pala di San Cirino,
Monteriggioni, Parrocchia dei Santi Salavatore e Cirino ad Abbadia a Isola

Chianti Classico
Simone Martini, Madonna della Misericordia, Siena, Pinacoteca Nazionale

Vin Santo di Chianti Classico
Ambrogio Lorenzetti, Piccola Maestà, Siena, Pinacoteca Nazionale

Il laboratorio proporrà l’assaggio dello Zafferano di San Gimignano Dop

Il 29 aprile, per la prima volta nella storia delle “Degustazioni ad arte”, sarà un’azienda vinicola ad ospitare i Laboratori sensoriali. Si tratta di Badia a Coltibuono di Gaiole in Chianti, dove si svolgerà il laboratorio del ciclo "Geometrie del gusto nel Chianti”. In programma i seguenti abbinamenti:
Vernaccia di San Gimignano
Sano di Pietro, Pala di San Cirino,
Monteriggioni, Parrocchia dei Santi Salvatore e Cirino ad Abbadia a Isola

Chianti Classico e Chianti Classico Riserva
Simone Martini, Madonna della Misericordia,

Siena, Pinacoteca Nazionale

Cinta Senese e Chianti dei Colli Senesi
Ambrogio Lorenzetti, Madonna col Bambino, angeli e santi/Eva (part.)
Chiusdino, Eremo di Montesiepi

Il laboratorio proporrà l’assaggio del Pecorino Toscano Dop

I laboratori del mese di aprile si chiuderanno il 30 aprile a Sovicille, nel Chiostro di Santa Mustiola a Torri, con il laboratorio del ciclo "Paesaggi di sapore in Val di Merse”. Questi gli abbinamenti previsti:

Vernaccia di San Gimignano
Sano di Pietro, Pala di San Cirino,
Monteriggioni, Parrocchia dei Santi Salvatore e Cirino ad Abbadia a Isola

Chianti Classico e Chianti Classico Riserva
Simone Martini, Madonna della Misericordia, Siena, Pinacoteca Nazionale

Cinta Senese e Chianti dei Colli Senesi
Ambrogio Lorenzetti, Madonna col Bambino, angeli e santi/Eva (part.)
Chiusdino, Eremo di Montesiepi

Il laboratorio proporrà l’assaggio di Cinta Senese Dop

Le "Degustazioni ad arte " proseguiranno fino a luglio 2007 nelle cantine, nei musei e negli stabilimenti termali.
Informazioni e Prenotazioni:

APT Siena
Centro Servizi Turistici tel. 0577 280551
incoming@terresiena.it
APT Chianciano Terme Val di Chiana tel. 0578 671122-23
infoaptchiancianoterme@terresiena.it
http://www.terresiena.it/

 

Categoria: eventi
Tag: Enogastronomia,eventi
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Drink In Art 07

di elisamazza (09/02/2007)

Tutte le domeniche, al termine della recita pomeridiana, i Foyer del Teatro Eliseo si trasformano in Eliseo Cafè: un luogo in cui socializzare, bere un drink ed assistere a concerti, performance, cabaret e readings nei quattro settori artistici che si alternano mensilmente.
Le serate sono ad INGRESSO LIBERO.
Progetto a cura di Nicola Sapio e Massimiliano Cavallo giunto alla terza edizione.

Domenica 11 Febbraio dalle ore 20
CABARET  Quarto Appuntamento del Format Comico dei
 INGRESSO LIBERO

Un’occasione di incontro informale con l'arte dell'intrattenimento con attori, ballerini, musicisti, filosofi e “arrotini” che si susseguiranno in un varietà d'eccezione.
Le domeniche più “dissennate” di Drink In Art hanno un loro filo conduttore nella creazione e sviluppo di personaggi, caratteri, occasioni e situazioni creati appositamente per essere vissuti e sperimentati nel salotto allargato dei foyer del Teatro Eliseo.

I Cicinici visti dal suo ideatore: Andrea Zaccheria
“I Cicicnici è un progetto in continua evoluzione, moderno  e provocatorio ma mai arrogante. Il nostro intento è divulgare l'arte dell' intrattenimento attraverso tutte le
forme che può assumere: danza, satira, musica, cabaret, interpretazione, ironia, poesia, canto, immagini”. Se avete qualche numero da propormi e se vi piace questo progetto non tardate a scrivermi: Andrea Zaccheria mail: info@cicinici.com.

Domenica 11 Febbraio 4° appuntamento con il formato comico i Cicinici: vi presentiamo:
 i SunProject (MUSICA) un senso di vigore e comunione invade chi ascolta i suoni esotici delle loro percussioni. Sui loro ritmi tribali si esibirà come in ogni appuntamento dei Cicinici la ballerina Monica Mitoli (DANZA) con il suo personalissimo stile nato dalla mescolanza dei suoi generi preferiti, cioè il jazz, la classica e lo Yoga, dalla passione per i musicals newyorkesi, e dalle partecipazioni nei corpi di ballo di molti artisti del panorama musicale internazionale.
L' immancabile appuntamento con Smizzons e Syd the pork (CABARET) una trovata comica strabiliante esclusiva dei Cicinici dove i due eroi si avventurano tra lande desolate e fetidi saloon alla caccia del loro più temuto rivale.
Inoltre il carismatico sorriso di Micaela Grandi (MUSICA) che allieterà gli spettatori con la sua stupenda voce. La accompagneranno al pianoforte Andrea Zaccheria, l'ideatore dei Cicinci, e al contrabbasso Andrea Pintucci, musicista noto nel panorama jazzistico romano.
Marco Cascianelli nelle vesti di Jart Pezzatelli, “un affermato ingegnere informatico con una carica comica irresistibile”. Ed ancora, il chitarrista Antonio Jasevoli un artista eclettico che attraverso le sue note esprime tutta la sua immensa passioneper la musica e il suo spirito profondo; Renato Ciminelli, cantautore lucano che ai Cicinici interpreta grandi brani del passato con la schiettezza del suo stile e la voce che rievoca assolati paesaggi mediterranei.
I video demenziali realizzati da Andrea Zaccheria, la sua interpretazioni del prof. Batacchio che con le sue paradossali elucubrazioni e i suoi attributi fisici stupirà gli astanti.


Tutte le domeniche (fino a domenica 29 Aprile), i foyer Romolo Valli e Luchino Visconti del Teatro Eliseo si trasformano in un luogo in cui socializzare ed assistere ad eventi artistici e visitare mostre di arte e di fotografia.
Concerti, perfomance, serate di cabaret e readings suddivisi nei quattro settori che si alternano mensilmente nell’atmosfera informale e rilassante dell’aperitivo domenicale di
EliseoCafè: Nuovi modi di vivere il teatro !

www.eliseocafe.it

Categoria: locali
Tag: enogastronomia,locali
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Kopi Luwak, il caffè più prezioso che c’è

di elisamazza (09/02/2007)

Torna nei Lino’s Coffee Shop la “selezione” dei piccoli marsupiali indonesiani

Il clamore e il successo del prezioso Kopi Luwak chiedeva a gran voce il bis. Ed eccolo arrivare. Dalla fine del mese di febbraio è di nuovo disponibile nei Lino’s Coffee che aderiranno all’iniziativa il caffè indonesiano dalla storia curiosa e dal gusto inimitabile. Si tratta sicuramente del caffè più raro, oltre che più caro al mondo. Proveniente dalle maggiori isole indonesiane, in quantitativi insignificanti, venne scoperto inizialmente da raffinati consumatori giapponesi, e in seguito la sua fama si è diffusa in Europa ed in America. La sua esclusività mette alla prova i palati più esigenti, ma non c’è da essere troppo schizzinosi. Perché il procedimento della sua torrefazione è a dir poco “particolare”. Vengono raccolti da terra, tra le piantagioni di caffè, i chicchi digeriti ed “espulsi” da un piccolo marsupiale appartenente alla famiglia degli zibetti, chiamato localmente luwak, che si ciba solamente dei frutti della pianta del caffè più dolci e maturi. I succhi gastrici che ne favoriscono la digestione creano un processo di fermentazione assolutamente unico tra tutti i caffè, giustificandone il gusto effettivamente diverso ed originale. Dopo averlo lavato e sgusciato dal pergamino il chicco viene insaccato in balle da 20 chilogrammi. Nell’analisi sensoriale del “caffè in tazzina” il gusto risulta estremamente corposo e liquoroso, con sapore di erbe aromatiche e confettura di arance amare. Il retrogusto, denso e molto persistente, regala in più un’insolita essenza di rabarbaro. E ora per gustare questa delicata prelibatezza basta recarsi in uno dei tanti Lino’s Coffee…
Info: Lino’s Coffee Shop, Area Artigianale Torrione,
Neviano degli Arduini, 43024 (PR)  Tel. 0521.345016  Fax: 0521.345477
E-mail: linoscoffee@tin.it   Sito web: www.linoscoffee.com

 

Categoria: prodotti
Tag: Enogastronomia,prodotti
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“Sguardi sulla Sardegna”

di elisamazza (09/02/2007)

Programmato da Kinthales e dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino intorno alla mostra “Atlantikà” in chiusura il 25 febbraio pv, l’Ersat Sardegna organizza - in tale sede - con  il patrocinio dell’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, una "due giorni" sui prodotti tipici sardi dal titolo "VITE & VINO IN SARDEGNA", evento articolato in due momenti: uno riservato agli operatori e l’altro - convegno aperto a tutti sulla vitivinicoltura in Sardegna - presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di via Giolitti 36 a Torino.
Venerdì 23 febbraio 2007 alle ore 16,30 è infatti organizzata una degustazione guidata di vini, formaggi e salumi tradizionali della Sardegna, a cura dei Tecnici Ersat - Dr.Agr. Antonella Casu, Dr.Agr. Massimiliano Venusti – del Presidente della CNA Dr. Antonello Salis,  del Gambero Rosso - Dr. Dario Cappelloni.  Vista l’attrattiva dell’evento dal punto di vista sia enogastronomico che storico è importante accreditarsi via mail all’account: mnmantelli@libero.it.  L’ingresso libero sarà consentito sino ad esaurimento posti.
Sabato 24 febbraio, sempre ad ingresso libero, a partire dalle ore 16,30,  moderato dal Prof. Benedetto Meloni, si apre il “CONVEGNO SULLA VITIVINICOLTURA IN SARDEGNA”. Il tema dell’incontro è l’origine antica di alcuni vitigni autoctoni e la loro evoluzione legata alle caratteristiche geopedologiche, climatiche  e socio culturali dei territori che sono il filo conduttore delle prospettive di valorizzazione e promozione delle produzioni enologiche.
Gli interventi previsti, di natura tecnica e storica, saranno curati da esperti del settore: apre la presentazione del quadro storico il Prof. Mario Sancez con “La vite ed il vino in Sardegna dalla preistoria alla fine del mondo antico”; segue la Prof. Pinuccia Simbula su “La vite ed il vino nella Sardegna Medievale” e il Prof. Piero Sanna con “Il contributo dei Piemontesi alla scoperta dei vini nel ‘700”. Sono anche previsti interventi scientifici a cura del Dr. Agr. Gianni Lovicu sulle preziose “Origini del Cannonau” e poi del Prof. Antonio Calò -  dell’ Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano Veneto - sulla “Caratterizzazione del Cannonau di Sardegna”. Infine, vi è l’intervento  tecnico del Dr.Agr. Renzo Peretto  sullo “Stato attuale della vitivinicoltura in Sardegna”.   E’ consiglio l’accredito via e-mail.

PROGRAMMA "VITE & VINO IN SARDEGNA"
Venerdì 23 febbraio – Sabato 24 febbraio Ore : 16,30 – 19,30 Museo Regionale di Scienze Naturali - Via Giolitti 36,  Torino

DEGUSTAZIONI GUIDATE
23 Febbraio 2007 – registrazione ore 16 – sino ad esaurimento posti
Si prega accreditarsi via mail all’account: mnmantelli@libero.it.

ORE 16:30  VINI/FORMAGGI a cura di:
Dr.Agr. Antonella Casu* (ERSAT)
Antonella Casu.membro AIS e tecnico degustatore di vini, partecipa da oltre dieci anni in qualità di componente delle giurie tecniche a numerosi concorsi enologici che si svolgono in tutta la Sardegna e conduce degustazioni guidate di vini e oli in varie manifestazioni isolane.
Dario Cappelloni: dal 1998 lavora al Gambero Rosso SpA. Collaboratore principale della guida Vini d'Italia edita da Gambero Rosso e Slow Food è co-curatore dell'Almanacco del Berebene e redattore di articoli e rubriche sul mensile Gambero Rosso.
Massimiliano Venusti, Dottore Agronomo, ha pubblicato L’arte casearia in Anglona tra storia ed attualità e collaborato alla pubblicazione: Il formaggio è servito. Istruzioni per raccontare i formaggi del Mezzogiorno.

ORE 18:00 VINI/SALUMI a cura di:
Dr.Agr. Antonella Casu– Dr. Dario Cappelloni – Dr. Antonello Salis  (ERSAT)

CONVEGNO SULLA VITIVINICOLTURA IN SARDEGNA
24 febbraio 2007 – registrazione ore 16 - Si prega accreditarsi via mail all’account: mnmantelli@libero.it.

MODERATORE: Prof. Benedetto Meloni

Interventi storici a cura di
• Prof. Mario Sancez “La vite ed il vino in Sardegna dalla preistoria alla fine del mondo antico.”
• Prof. Pinuccia Simbula “La vite ed il vino nella Sardegna Medievale”
• Prof. Piero Sanna “Il contributo dei Piemontesi alla scoperta dei vini nel ‘700”

Interventi scientifici a cura di
• Dr. Agr. Gianni Lovicu  “Le origini del Cannonau” - C.R.A.S.
• Prof. Antonio Calò -  Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano Veneto “Caratterizzazione del Cannonau di Sardegna”

Interventi tecnici a cura di
• Dr.Agr. Renzo Peretto “Stato attuale della vitivinicoltura in Sardegna” - Ersat Sardegna
 
L’Ersat:  Ente Regionale di Sviluppo e Assistenza Tecnica in agricoltura, è evoluzione dell’Ente di Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna (ETFAS).  Le attività svolte, quale Ente strumentale della Regione Autonoma della Sardegna, sono finalizzate all’assistenza tecnica e all’aggiornamento professionale degli operatori agricoli, singoli e associati e all’attuazione di azioni di promozione e valorizzazione delle produzioni agro-alimentari regionali. E’ partner di progetto in numerose attività svolte nell’ambito di Programmi di Iniziativa Comunitaria (PIC) per la cooperazione interregionale, transnazionale e transfrontaliera. Gestisce, inoltre, su delega della Regione Autonoma della Sardegna numerose misure di intervento nell’ambito del Programma Operativo Regionale e del Piano di Sviluppo Rurale. Ha sede legale a Cagliari ed è articolato in 12 Servizi centrali con funzioni di programmazione e supporto e 8 Servizi territoriali che operano in ambito provinciale a stretto contatto con gli Enti Locali e con la realtà agricola del territorio di pertinenza.  ERSAT Sardegna Sede Legale via Caprera n .8, 09123 - Cagliari (CA)  Tel. 070 6026 - Fax 070 6026 2222. www.ersat.it

Rif. per ERSAT SARDEGNA:  Andrea Cerimele - tel 070 60262325 e - mail andreacerimele@ersat.rupa.it
Comunicazione per ERSAT SARDEGNA Sardegna “Vite e Viti in Sardegna”: Monica Nucera Mantelli – mantelli.monica@virgilio.it   tel 335 6616255                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

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Vini e vitigni di Sardegna

di elisamazza (09/02/2007)

Vino e Sardegna, un legame forte e antico che affonda le sue origini nel passato nuragico e forse anche più in là. Recenti  studi  su reperti archeologici rinvenuti in alcuni siti nuragici propongono l’affascinante  tesi della presenza di attività enologiche già in quell’epoca.  Altri studi definiscono  l’importante ruolo svolto dalla Sardegna nella domesticazione della vite selvatica,  a cui contribuirono i popoli che giungendo in quest’isola nel corso dei secoli  introdussero l’arte di pratiche agronomiche  ancora sconosciute.   
In Sardegna il vigneto è parte integrante del paesaggio. E’ presente quasi ovunque, dalle pianure più fertili vicino al mare sino all’ alta collina e alle zone più interne dove spesso la coltivazione della vite è ancora magicamente legata  ad antiche tradizioni.  La vitivinicoltura ha sempre svolto un ruolo importante nell'economia agricola sarda, la particolare conformazione orogenetica e territoriale di questa regione consente una viticoltura moderatamente intensiva, caratterizzata da una produzione enologica di  elevata qualità che in alcune aree particolarmente favorite raggiunge spesso l’eccellenza.     
Utilizzato prima come merce di scambio e poi come oggetto di fiorente commercio, il vino è diventato nel corso dei millenni un messaggio di cultura e di civiltà per tanti popoli e nella nostra isola l’antico legame con l’uomo perdura immutato da secoli lontani. E’ quasi certo che la vitis vinifera, al pari dell'olivo, sia in Sardegna una pianta indigena, selvatica, tanto che i popoli sopraggiunti non portarono il ceppo o il sarmento, bensì l'arte dell'innesto, della coltivazione, e le tecniche di produzione e di conservazione del vino.
Fin dalle origini più remote la Sardegna ha beneficiato dell'apporto di popolazioni estranee susseguitesi nel dominio dell'isola. Popolazioni semitiche, cretesi e fenicie, crearono le loro basi di appoggio in diversi punti della costa; tra queste Tharros e Kalaris che divennero importanti e prosperose colonie. Seguirono i punici, i romani e i bizantini. I fenici, grandi viticoltori, ma anche esperti navigatori, nell'intento di dare maggiori opportunità di sviluppo ai loro commerci nel Mediterraneo centro-occidentale, diffusero la coltura della vite proprio nelle aree attorno alle colonie. I punici troveranno una viticoltura già impostata che, in virtù di rapporti più intensi con il popolo sardo, diventerà coltura dominante nelle colonie di Kalaris, Tharros, Cornus, Nora e Olbia.
Successivamente la politica dei romani, con l'estromissione dei punici, fu quella di mantenere l'esistente posizione di equilibrio. Le distruzioni e l’abbandono delle colture che si accompagnarono al periodo vandalico vennero compensate dall'intensa attività agraria instaurata dai bizantini, ai quali si deve, oltre alla normativa colturale piuttosto rigorosa e dettagliata, 1'introduzione di nuovi vitigni. Durante il periodo Giudicale la Sardegna fu interessata a consolidare e incrementare le produzioni vitivinicole, proteggendo la coltura della vite e il commercio del vino attraverso una regolamentazione decisamente  esemplare codificata nella “Carta de Logu” di Eleonora  di Arborea, promulgata alla fine del 1300. In tale documento venivano comminate pene severe, in genere pecuniarie ma che potevano arrivare sino al taglio della mano destra, per chi sradicava la vigna altrui o vi appiccava fuoco.
E’ inoltre interessante ricordare quanto riportato nel “Codice degli Statuti del Libero Comune di Sassari”, risalente alla fine del 1200, in cui  all’art. 128 si disciplina  l’esubero della vite nel nord dell’isola, introducendo già in quell’epoca il moderno e attuale sistema di  regolamentazione d’impianto dei nuovi vigneti,  “De non pastinare vingna : Non sia lecito a nessuna persona, maschio o femmina, piantare o far piantare vigna nel territorio di Sassari e nel suo distretto, salvo che qualcuno che abbia della vigna e la voglia estirpare dal fondo, potrà piantarne quanto ne avrà estirpata, e se qualcuno avesse del territorio incolto entro i limiti della sua vigna, potrà piantare tale terreno, e ciascuno potrà piantare “tricla” o uva simile che non venga trasformata in vino.....”       Anche la dominazione spagnola contribuì ad introdurre nell'isola nuove cultivars ancora oggi largamente coltivate. Alla fine dell'Ottocento, cioè prima che la fillossera decimasse gli impianti viticoli, la Sardegna aveva circa 80 mila ettari di vigneto specializzato. Dopo la ricostruzione degli impianti, applicando l'innesto su "piede" americano, la viticoltura in Sardegna riprese via via ad espandersi fino ad investire una superficie di circa 75 mila ettari.
Alla crescita viticola, programmata con gli incentivi della Regione Sarda, ha fatto seguito lo sviluppo cooperativo per la trasformazione delle uve in moderni stabilimenti enologici. La struttura vitivinicola, ben articolata e sempre in costante aggiornamento affianca oggi  stabilimenti cooperativi e strutture private, rappresentate da piccole e medie aziende, modernamente attrezzate, all'avanguardia nell'organizzazione della produzione e della commercializzazione dei vini. Con l'applicazione di nuove e avanzate tecnologie, la Sardegna si eleva finalmente nella produzione e commercializzazione di vini di alta qualità, in grado di competere con le migliori produzioni europee..              
In quest’ isola ospitale e generosa, il clima, il suolo e i vitigni uniti al sapiente intervento dell’uomo danno vita a vini di grande qualità, alcuni vigorosi e dalla forte personalità, altri  eleganti e aristocratici , sempre concepiti  in armonia tra  produzione e ambiente.   
L'equilibrio e le straordinarie sensazioni olfattive e gustative che questi vini sanno donare, riportano inevitabilmente l'immaginazione verso questa Terra, profumata di macchia mediterranea, cullata dai venti e dalle brezze marine, ricca di usi, costumi e  millenarie tradizioni  rimaste immutate nel tempo.                                                                      
(da Ersat Sardegna)

Categoria: vini
Tag: Enogastronomia,vini
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Il comparto vitivinicolo in Sardegna

di elisamazza (09/02/2007)

Il comparto vitivinicolo ha da sempre rappresentato un solido punto di riferimento per l'intera economia agricola sarda.
Nel periodo che va dalla seconda metà degli anni Cinquanta sino al principio degli anni Novanta, la filiera vite-vino ha contribuito per oltre la metà dell’intera PLV derivante dalle colture arboree in Sardegna.
Ma le eccedenze produttive accumulatesi a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, spesso sostenute da politiche comunitarie volte a sostenere più le rese che la qualità, hanno generato un forte squilibrio di mercato, ancora oggi non interamente riassorbito nonostante gli interventi di riduzione delle superfici vitate e di riconversione qualitativa delle produzioni.
Dopo aver sfiorato i 75.000 ettari nel 1977, la superficie attualmente coltivata a vigneto in Sardegna, sulla base delle dichiarazioni rese dai produttori all’AGEA nel 2002, è pari a 25.872 ettari, cui potrebbero aggiungersi non più di 4-5.000 ettari ancora non emersi.
Una superficie che limita le potenzialità vitienologiche dell’Isola, anche perché caratterizzata da una prevalente localizzazione collinare e da una estensione media per azienda pari a 0.67 ettari.
Nel dettaglio vengono riportate per singola provincia le superfici coltivate a vigneto e la loro incidenza sul totale regionale.

 superficie vitata %
Cagliari 9.181 35.5
Oristano 3.243 12.5
Nuoro 6.785 26.2
Sassari 6.663 25.8
SARDEGNA 25.872 
Diritti in corso 2540 
 
Riserva regionale 278 
Totale potenziale viticolo 28.690 
Fonte: AGEA , aggiornamento Novembre 2005,  elaborazione ERSAT SARDEGNA
 
Varietà coltivate e distribuzione sul territorio

La piattaforma ampelografica della Sardegna appare articolata e variegata: sono infatti ritenuti idonei alla coltivazione sull’intero territorio regionale 35 vitigni diversi, 25 dei quali, “autoctoni”, appartengono di diritto alla storia ed alla tradizione vitivinicola isolana.
Ad essi si aggiungono un gran numero di vitigni nazionali ed internazionali, in parte già affermati in coltura ed in parte ancora oggetto di sperimentazione vitienologica.
Nonostante l’elevato numero di varietà presenti, sono molto poche quelle diffusamente coltivate sul territorio: le prime 4 in ordine di importanza, Cannonau, Nuragus, Monica, Vermentino, infatti rappresentano da sole il 64% della superficie vitata della Sardegna.
Di seguito, nel dettaglio, vengono riportati i principali vitigni presenti in Sardegna e la loro localizzazione provinciale.

Vitigno        Cagliari    Oristano Nuoro      Sassari        Totale       %
CANNONAU 956 115 5.202 1.148 7.421 28,7
NURAGUS 2.723 506 79 4 3.312 12,8
MONICA 1.699 390 777 105 2.971 11,5
VERMENTINO 589 105 12 2.161 2.867 11,1
CARIGNANO 1.665 20 8 37 1.730 6,7
PASCALE  51 95 82 1.034 1.261 4,9
BOVALI  61 618 61 34 774 3,0
Altro  1.438 1394 563 2141 5.534 21.3
Totale superficie vitata9.181 3.243 6.785 6.663 25.872 100
Fonte: AGEA 2005, elaborazione ERSAT SARDEGNA

Il Cannonau rappresenta il vitigno di riferimento per la provincia di Nuoro, mentre il Nuragus, insieme al Monica ed al Carignano, lo sono per la provincia di Cagliari.
Il Vermentino predomina in provincia di Sassari, mentre nella provincia di Oristano, dove è minore la superficie coltivata, Nuragus e Monica, insieme a Bovale e Vernaccia, sono i vitigni più diffusi sul territorio.

Le produzioni enologiche

Pur caratterizzando l’economia della Sardegna fin dal periodo punico e romano, l’industria enologica si sviluppa nell’Isola alla fine del 1800, quando si inizia a scindere lungo il processo produttivo la fase trasformativa da quella più strettamente produttiva.
Alle prime iniziative di carattere privatistico fa seguito un importante movimento cooperativistico, che prende avvio negli anni Venti del secolo scorso, nel sud dell’Isola, attraverso la nascita delle prime Cantine Sociali, sviluppandosi poi intensamente nel corso degli anni Cinquanta.
La grande espansione produttiva degli anni Settanta, sostenuta soprattutto dagli Enopoli Sociali, porta la produzione viticola della Sardegna ai massimi storici, arrivando a superare i 4 milioni di q.li di uve ed i 2.8 milioni di hl di vino.
Il drastico ridimensionamento strutturale, conseguente alla politica delle estirpazioni, colloca oggi la produzione annua di uva nell’Isola su valori di circa 1.100.000 q.li (media del triennio 2003-2005), che rappresentano l’1.7% della produzione nazionale e pongono la Sardegna al 13° posto tra le regioni italiane.
Ad oggi risultano attive in Sardegna 22 Cantine Sociali: 14 in provincia di Cagliari, 9 in quella di Oristano, 8 in quella di Nuoro, 7 in provincia di Sassari; nel 2005 hanno trasformato nel complesso 567.000 q.li d’uva, ma solo 14 di esse hanno lavorato quantitativi superiori ai 10.000 q.li.
Con riferimento alle uve lavorate, il rapporto tra cantine sociali (per trent’anni punto di riferimento dell’enologia regionale) e cantine private ha subito un’inversione di tendenza nel 2002, e nell’ultima vendemmia vede prevalere queste ultime con un rapporto di 55 a 45.
La produzione enologica della Sardegna si attesta su un volume medio di circa 900.000 hl di vino (triennio 2003-2005), trasformati per la maggior parte nella provincia di Cagliari.
Oltre il 29% della produzione enologica regionale, circa 240.000 hl, è rappresentata da Vini di Qualità (VQPRD), sia classificati come DOC (Denominazioni di Origine Controllata) che come DOCG (Denominazioni di Origine controllata e Garantita); é un valore percentuale significativo, poiché colloca la Sardegna ben al di sopra della media delle regioni meridionali.
Le Denominazioni di Origine sarde sono in totale 20: 19 DOC ed 1 DOCG. Completano il quadro delle produzioni enologiche con riferimento territoriale 15 vini a IGT (Indicazione Geografica Tipica).
Le DOC, istituite a partire dal 1971 con la Vernaccia di Oristano, manifestano singolari elementi di specificità: alcune sono particolarmente dinamiche, come il Vermentino di Sardegna o il Carignano del Sulcis; altre sono DOC “fantasma” o in via di estinzione, come la Monica di Cagliari o il Girò di Cagliari; altre ancora sono regolamentate da disciplinari in molti casi non più rispondenti alle mutate esigenze del mercato.
La DOCG Vermentino di Gallura, istituita nel 1996, rappresenta il riconoscimento più alto conseguito dall’enologia regionale.
Il prospetto seguente riporta le produzioni dei principali vini a Denominazione d’Origine (medie 2000-2003), e pone in evidenza, a conferma dello stato di sofferenza di gran parte delle DOC sarde, come già soltanto le prime 5 ricoprano oltre il 78% dell’intera produzione di VQPRD.
Va infine ricordato che la Sardegna si colloca tra le prime 7 regioni italiane produttrici di vino Novello, circa 7.500 hl l’anno, che incidono per l’1,5% sull’intera produzione regionale.

     DOC/DOCG                    hl              %   DOC/DOCG                   hl   %
VERMENTINO DI SARDEGNA 54.222 25,0 ALGHERO ROSSO 11.718 5,4
CANNONAU DI SARDEGNA 42.672 16,6 CARIGNANO DEL SULCIS 8.789 4,0
VERMENTINO DI GALLURA 37.509 17,3 ALGHERO TORBATO 7.185 3,3
NURAGUS DI CAGLIARI 18.533 8,5 ALGHERO CABERNET 3.947 1,8
MONICA DI SARDEGNA 17.110 7,9 CAMPIDANO TERRALBA  3.220 1,5

Fonte: Camere di Commercio della Sardegna 2000-2004,   elaborazione ERSAT SARDEGNA.


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