Città dell'Olio

Protagonista in un talk show
Tra i relatori il presidente dell’Associazione Enrico Lupi, il giornalista del Tg2 Eat Parade Bruno Gambacorta e, come moderatore, il giornalista oleologo Luigi Caricato
Città dell’Olio protagonista in un talk show. Lunedì 11 giugno a Trieste, in occasione di “Olio Capitale”, si è svolto l’incontro dal titolo “Armonizzare la filiera dell’olio di oliva”. Tra i relatori, il presidente dell’associazione Città dell’Olio Enrico Lupi, il giornalista del Tg2 Eat Parade Bruno Gambacorta e a moderare il convegno il
il giornalista oleologo Luigi Caricato.
Dal confronto è emersa la volontà di firmare nella prossima edizione di Olio Capitale un protocollo d’intesa che attesti l’unità e l’armonia della filiera in Italia. Questa decisione nasce dalla necessità di porre fine ad un comparto, quello dell’olio, disgregato ed isolato nelle scelte strategiche. I diversi attori della filiera, infatti, hanno lamentato pochi finanziamenti, ma soprattutto l’assenza di programmi, di interesse e coordinamento da parte del Ministero dell’Agricoltura verso un settore particolarmente importante per l’economia del Paese. E’ stata quindi ribadita la necessità di portare avanti il tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati denominato “Il risorgimento dell’olio italiano” creato nel marzo dello scorso anno a Roma dall’esperto oleologo Luigi Caricato e fortemente appoggiato dal mondo della produzione, commercio e industria.
“Trieste Città dell’Olio - afferma il presidente Enrico Lupi dopo la partecipazione alla filiera di triestina - ha un significato particolare per tutta la filiera. Parliamo di un territorio storicamente caratterizzato da presenze specializzate ma limitate. Con l'andamento climatico dell'ultimo quinquennio, nel nord d'Italia si sono create delle condizioni favorevoli allo sviluppo dell'olivicultura. Infatti, stiamo assistendo ad un impianto maggiore di olivi.”
“L’enclave triestina – conclude Lupi - grazie all’impegno degli enti della filiera del tessuto economico, si sta qualificando come porta sul mare di tutto l'Est Europeo. Questo lascia prefigurare l'apertura di nuovi mercati che storicamente usavano Trieste come sbocco sul mare e che oggi possono accogliere l'olio d'oliva nella loro cucina, solitamente più incline ai grassi di origine animale”.






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